Magari le avrete viste in giro per i social, in questi giorni: foto idilliache di cavalli che circolano liberi in un paese che sembra tutto per loro, Brockenhurst, nell’Hampshire.
E invece…altro che ‘villaggio dei cavalli’, lì c’è tutta un distretto a loro misura: quello del New Forest, che non per nulla dà il nome al famoso pony locale.
Più alto e leggero del collega Shetland, il New Forest popola con quest’ultimo il vasto parco naturale di questa regione. Insieme a molti soggetti ‘mezzosangue’, nati dall’incrocio tra le due razze, e a un certo numero di asini, vacche e maiali hanno l’agio di muoversi liberamente ovunque, anche in paese.
La New Forest era ‘nuova’ ai tempi di Guglielmo il Conquistatore, che la creò nel 1079 come area di caccia privata.
Ai nostri giorni è un’area naturale incredibile, la più grande distesa di pascoli, brughiere e foreste non recintate rimasta nell’Inghilterra meridionale.
Questo per merito dell’esistenza dei New Forest Commoners , i cui antichi diritti di pascolo comune sono ancora riconosciuti ed esercitati: sono i discendenti di famiglie storiche che possiedono terreni comuni con diritti storici riconosciuti.
Ecco il perché a Brockenhurst e dintorni i cavalli girano liberi, e gli automobilisti sanno di dover prestare attenzione a questi ‘pedoni’ molto flemmatici e sicuri di sè: da secoli qui i cavalli vivono senza steccati, in pascoli che non hanno limiti fisici.
Almeno all’interno dei 289 km quadrati della New Forest: oltre quel perimetro il mondo è lo stesso che conosciamo noi, dove se un cavallo scappa da un recinto si rischia il dramma.
Per questo è bello sapere che c’è Brockenhurst, e la New Forest, e quei rustici ma gentili cavallini che da lei prendono il nome: un piccolo angolo di paradiso che è bello sapere esista.
Dove se ci sono muretti e recinti sono fatti perché i pony restino fuori, e non possano entrare dentro ai giardini.
E dove i mezzi a motore devono viaggiare tassativamente a non più di 64 km/h: e la precedenza è sempre dei pony, ovviamente!
Da Lovat Parks:
“Considerato il loro ruolo di lunga data nella New Forest, non dovrebbe sorprendere scoprire che la cura dei pony della New Forest abbia una storia affascinante. Gran parte della terminologia arcaica e molti dei ruoli amministrativi tradizionali legati alla gestione della popolazione equina permangono ancora oggi.
Tutti i pony nativi della New Forest sono di proprietà dei “commoners”, le persone che occupano i terreni o le proprietà nella New Forest. Stabiliti per la prima volta in uno statuto del 1217, esistono diversi “diritti comuni” storici legati alla proprietà o al terreno, tra cui i “diritti di pascolo comuni”. Molti di questi diritti sopravvivono ancora oggi e sono protetti dalla legge.
I cittadini pagano una tassa annuale, una “tassa di marcatura”, che consente ai pony autoctoni di pascolare e vagare liberamente”.
Qui la fonte della citazione

Un pony della New Forest che bruca l’erbetta del cimitero attiguo alla chiesa di St.Martin a Ibsley, Hampshire – foto da Wiki Commons